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Inserito da Vittorio Lorioli
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Thursday 21 September 2006 |
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I Pasinati provengono da un'antica famiglia veneta. Pietro, il primo, che sul finire del XVIII secolo, da Vicenza si trasferì a Roma, fu quasi certamente un argentiere, che aprì "bottega" alle pendici del Quirinale. I due fratelli Giovanni (1755-?) e Giuseppe (1756-1829), nati da Pietro, riuscirono ben presto a farsi notare nel settore dell'arte incisoria e lavorarono sempre insieme come incisori di sigilli e di stampi per monete e medaglie, per la Zecca Pontificia. Le firme che appaiono sulle medaglie: G. PASINATI, PASINATI F. non consentono di distinguere, con sicurezza assoluta, l'opera singola di un incisore, e quasi fanno pensare a una sigla che indichi l'opera della bottega dei Pasinati che risultava, come già accennato, aperta in Roma, vicino alla Fontana di Trevi, già prima del 1790. La loro attività per l'Amministrazione pontificia, interrotta durante il periodo napoleonico, riprese con molte difficoltà , dopo il ritorno a Roma del Pontefice, per l'opposizione di altri incisori, fra i quali T. Mercandetti. La bottega dei Pasinati ebbe successivamente, quali titolari, Pietro figlio di Giuseppe e poi i nipoti Luigi (1818-1847) e Maria (1815-1882). Quest'ultima sposò Domenico Micheletti e, con il cognome di questo, proseguì l'attività familiare di incisione. Più avanti si trova ancora il figlio adottivo Antonio Ulisse Micheletti (1886-1964), che, nel 1932 ottenne una speciale medaglia d'oro all'Esposizione di Tolosa, per i suoi lavori d'incisione. Resta invece irrisolto il quesito se la firma "Paolo Pasinati" che compare su medaglie emesse tra il 1878 e il 1894, appartenga o meno a un componente della suddetta famiglia.
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